Un depuratore a osmosi inversa per la casa risolve il problema delle varie impurità e metalli pesanti presenti nella rete idrica e contenuti nell’acqua che sgorga attraverso il rubinetto, per darci un’acqua più pulita, limpida e dal sapore migliore. Seppure possiamo intendere un depuratore come un apparecchio a vista in grado di erogare acqua depurata, occorre ricordare che anche un sistema installato sotto lavello composto da filtri osmotici rientra nella definizione. Nel primo caso il sistema è composto principalmente da un blocco autonomo, nel secondo caso si compone di un ingresso e due uscite, ma entrambi si basano su stadi di filtraggio dell’acqua attraverso un processo di separazione dei corpi estranei dall’acqua tramite l’uso di filtro di sedimenti, filtri a carbone attivo e membrana. Permettono il passaggio dell’acqua, ma trattengono gli elementi minerali scissi, i metalli pesanti, cloro, arsenico, piombo, germi e batteri.
Inoltre, considerate che se ci sono più fasi di filtraggio produrrà in proporzione di acqua di scarto, aspetto da valutare secondo le proprie esigenze.
Sia quando parliamo di depuratori acqua ad osmosi inversa sopra lavello che impianti con filtri sotto lavello dobbiamo tenere presente alcune caratteristiche interne. Come dicevamo, esistono impianti differenti, con diverse capacità di depurazione, in molti casi si può definire come un mix tra filtrazione meccanica e chimica, con vari passaggi: il primo è solitamente un filtro di sedimenti con una maglia in grado di catturare maggiori particelle, poi un filtro di carbone in blocco ed un’altro filtro a carbone in granuli, nonché la membrana, che è il cuore dell’impianto e scinde i metalli pesanti dall’acqua.
Considerazioni sull’installazione (nel caso di impianto sottolavello)
Ogni litro di acqua osmotizzata ne scartiamo circa 1,5/2l a seconda del depuratore, poiché la membrana li filtra nei litri di scarto. Con un consumo comunque nettamente minore rispetto al costo dell’acqua che si acquista esternamente. Il costo di un’impianto depuratore di osmosi per casa parte da circa 50 euro ma aumenta in base a quanti stadi vogliamo aggiungere, ovvero a quanti passaggi filtranti inseriamo, ad esempio per i fosfati, i nitrati o sostanze dannose. All’incirca dopo meno di 250 litri sarà già possibile rientrare della spesa dell’impianto.
Puoi cogliere il suggerimento di utilizzare l’acqua di scarto in decine di modi differenti. A livello ecologico l’acqua di scarto può essere utile per altri scopi, come il giardino e le piante. Pensate ad esempio a chi ha la possibilità di collegare la tanica di scarto del proprio impianto osmotico direttamente all’impianto di irrigazione o ad una soluzione per il balcone in appartamento.
Con il giusto accessorio potreste fare un foro sul tubo di scarico e collegare il tubicino dello scarto per evitare l’uso di una tanica di raccolta, anche se l’acqua filtrata è utile per altri scopi.
Il sapore dell’acqua solitamente sarà leggero, dunque adatto a chi piace quasi insapore, libero da impurità
I filtri di norma si cambiano ogni 6 mesi, mentre la membrana ogni 1 o 2 anni a seconda della durezza dell’acqua.
Non preoccupatevi se esce poca acqua, il flusso è un po più flebile ma in ogni caso dal primo utilizzo bisogna aspettare qualche ora di utilizzo prima che i filtri si riempiano d’acqua ed il getto risulti più intenso. Non sempre potete aspettarvi acqua filtrata sin dai primi usi, a volte è necessario anche qualche giorno per raggiungere la purezza desiderata.
La differenza fondamentale tra i Depuratori sopra lavello (che si presentano come degli erogatori tutto incluso) e gli impianti ad osmosi sotto lavello (composti da filtri a stadi, serbatoio e rubinetto), non è solo l’ingombro a vista, ma anche il costo dell’impianto, la facilità di installazione, la produzione di acqua in scarto e la possibilità di eventuale trasporto.
Se parliamo di un depuratore da posizionare il montaggio è piuttosto semplice, mentre per quanto riguarda un impianto ad osmosi da assemblare, di norma può richiedere fino a 3 ore se si perde un po di tempo per procurarsi adattatori e raccordini vari, riduttori che si adattano alla sorgente che avete in casa.
Non preoccupatevi se esce poca acqua, il flusso è un po più flebile ma in ogni caso dal montaggio bisogna aspettare qualche ora di utilizzo prima che i filtri si riempiano d’acqua ed il getto risulti più intenso.
Un’accortezza per la prima attivazione: salvaguardare la membrana
Non sempre ma.. alcuni consigliano di aprire piano il rubinetto, poi fermate l’erogazione, allentate un pochino il primo dado della cartuccia e fate uscire un po della prima acqua sporca dal tubicino, pulite a mano, riavviate e da quel momento utilizzate normalmente. Ad ogni modo se ne occuperà chi monterà l’impianto, sempre considerando le specifiche di ogni singola tipologia e marca.
Dipende dall’impianto. Ecco alcuni passaggi (non necessariamente in ordine)
Occorre fare il foro nel lavello
Scegliere la posizione sul lavabo, sinistra o destra, fate un segno con punteruolo e martello e con il trapano si sceglie una punta idonea seghettata.
Procedere ad installare il rubinetto
ricavando la porzione di guarnizione in dotazione, dopo aver inserito il rubinetto ci rechiamo sotto il lavello per avvitare e stringere la rondella di fissaggio.
Collegamenti
Seguite le istruzioni per il collegamento. Poi recatevi sotto il lavello. Se già predisposto un attacco sul rubinetto a muro ok, altrimenti procurandovi un raccordino con guarnizione potrete avvitarlo nella parte inferiore del rubinetto a muro (se libero). Questa è solitamente la fase in cui conivolgere un idraulico.
Posizionamento
Posizionate l’impianto ad osmosi in verticale sotto il lavello insieme alla boccia di accumulo, sul telaio potrete utilizzare i fori appositi per il fissaggio a parete.
Tubi di erogazione e Scarico
A questo punto i tubicini di ingresso e uscita vanno collegati rispettivamente al rubinetto e alla tanica di scarico, facendo attenzione a non invertirli.
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